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Presentazione

Acacus, nel cuore del Sahara libico, al confine con l’Algeria. È un luogo di incredibile bellezza paesaggistica, ed un archivio inestimabile delle vicende ambientali, culturali, e spirituali che hanno segnato molti millenni della storia dell’umanità. Verso la metà degli anni ‘50, Fabrizio Mori, paletnologo, avvia l’esplorazione e lo studio di questo massiccio, quasi incastrato tra le immense distese sabbiose dell’Erg Uan Kasa e i contrafforti del Tassili algerino. Il mondo che si presenta a questo studioso toscano – nelle prime spedizioni effettuate a dorso di dromedario, assistito da un pugno di fidatissime guide Tuareg – è di stupefacente bellezza: centinaia di pitture preistoriche istoriano i ripari sotto roccia del labirinto roccioso dell’Acacus, traccia di un mondo e di un ambiente oramai svanito.

Sono queste tracce straordinarie, e il lavoro silenzioso di Fabrizio Mori, che permisero di inserire nel 1985 l’Acacus nella lista UNESCO dei siti dichiarati ‘patrimonio mondiale dell’umanità’.

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Storia

La storia della Missione Archeologica Italiana nell’Acacus e Messak dell’Università di Roma “La Sapienza” comincia quindi quasi mezzo secolo fa, lungo un filo inizialmente posto proprio da Fabrizio Mori, raccolto e teso da Salvatore M. Puglisi, e infine arrivato, negli ultimi anni, a Mario Liverani, Mauro Cremaschi e Savino di Lernia.

È una tradizione, quella ereditata oggi, di grande prestigio e pressoché unica, grazie alla quale l’Università “La Sapienza” può vantare una concessione di scavo di incredibile estensione, oltre 60,000 km2 – una superficie pari quasi a metà della Sicilia! – ed una continuità di studi e di ricerche con pochi confronti al mondo. Sono parte integrante della concessione di scavo il massiccio del Tadrart Acacus, la valle dello Wadi Tanezzuft, le distese sabbiose dell’Erg Uan Kasa e parte dell’Edeyen di Murzuq, e infine il vasto tavolato del Messak Settafet.

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Scopi

La Missione, inizialmente dedicata all’individuazione, catalogazione, e studio della straordinaria arte rupestre presente nella regione, integra oggi le tradizionali attività di ricognizione e scavo con le più moderne tecnologie di analisi satellitare, piattaforme digitali e archiviazione elettronica.

Finalità scientifica della Missione, che fin dalla sua costituzione opera come Missione congiunta al Dipartimento di Antichità di Tripoli, è la ricostruzione delle vicende umane – dalla più remota preistoria all’avvento dell’Islam – collocate ed analizzate nell’appropriato contesto climatico e ambientale. Per raggiungere tale obiettivo, la Missione Archeologica effettua una o due campagne di scavo l’anno, per una durata complessiva di ricerca sul terreno che varia dai 60 ai 110 giorni.

Il lavoro sul campo, sia ricognizioni di superficie che scavi archeologici sistematici, si articola per gruppi tematici, che variano a seconda dei progetti specifici: geologia e geoarcheologia, archeologia preistorica, archeologia storica e arte rupestre rappresentano i cardini fondamentali delle nostre attività sahariane. A queste si aggiunge, in anni recentissimi, una sempre più pressante richiesta di fornire esperienze e capacità professionali nelle attività di tutela e salvaguardia delle autorità libiche, impegnate nel difendere il patrimonio ambientale e culturale di queste regioni, sottoposte a rischi sempre crescenti legati allo sfruttamento petrolifero e ad un incremento formidabile del flusso turistico.

Il lavoro della Missione non si esaurisce ovviamente in Libia, nelle distese desertiche del Sahara, ma continua in Italia per lo svolgimento delle ricerche di restauro, di catalogazione, e di laboratorio. La produzione scientifica della Missione è assai vasta, e comprende articoli su riviste di divulgazione e di settore, cataloghi, volumi monografici. I risultati sono costantemente presentati in congressi nazionali ed internazionali, ma anche in conferenze e tavole rotonde.

La tradizione di esibire la straordinaria ricchezza del patrimonio archeologico dell'Acacus ha portato ad una lunga serie di grandi mostre (Parigi, Roma, Tripoli, New York), l'ultima delle quali è stata organizzata nell'Aula Magna dell'Università di Roma "La Sapienza" (1992).

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Partners

La Missione dnell’Acacus non è un soggetto isolato, ma vanta diversi partners e collaborazioni: opera all’interno del CIRSA (Centro Interuniversitario di Ricerca sulle Civiltà e l’Ambiente del Sahara Antico e delle Zone Aride), struttura nata intorno alla missione nel 1992 (ad opera di Fabrizio Mori) ed oggi diretta da Mario Liverani. All’interno del CIRSA, esistono rapporti particolarmente efficaci con l’Università di Milano. Tra le altre collaborazioni, l’Università di Roma “Tor Vergata”, l’Università di Modena, l’Istituto Centrale del Restauro, il CNR (ITABC, Roma), e ovviamente l’UNESCO.

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Finanziatori

La Missione Archeologica nell’Acacus non ha alcun fine di lucro, ed è regolarmente finanziata con fondi pubblici dall’Università di Roma “La Sapienza” (Grandi Scavi di Ateneo) e dal Ministero degli Affari Esteri (MAE, missioni estere).
Fondi aggiuntivi sono erogati dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca (Cofin 1999, 2001), e dal CNR (Agenzia 2000). Tra le attività essenziali della Missione, oltre le ovvie finalità scientifiche, è la formazione del personale libico (mediante l’erogazione annua di borse di studio) e un’effettiva “ricaduta” socio-culturale per le comunità libiche locali.
Nel 1998 è stato allestita parte del Museo Archeologico di Germa, con materiali archeologici, pannelli esplicativi, e ricostruzioni di contesti di scavo. Tra i progetti futuri, ma in avanzata fase di progettazione, il Parco Nazionale dell’Acacus e del Messak, e la realizzazione di un Museo Archeologico a Ghat.

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Staff

Lavorano nello Staff della missione archeologi, storici, geologi, paleoantropologi, disegnatori e topografi, perlopiù appartenenti all’Università di Roma “La Sapienza”, ma anche all’Università di Milano, al Dipartimento delle Antichità di Tripoli, oltre a diversi professionisti di diverse città italiane. Ogni anno viene effettuata una selezione di studenti di archeologia, geoarcheologia, e geologia per partecipare alle attività di terreno.

Membri della Missione

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Missione Archeologica Italo - Libica nell'Acacus e nel Messak - Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Via Palestro 63, 00185 Roma - Italia | Tel/Fax: [+39] 06.4467661 E-mail: info@acacus.it


Immagini protette: © Archivio Missione Italiana nell'Acacus e Messak Università di Roma La Sapienza