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Archeologia Preistorica

Dopo quasi cinquant’anni di lavoro, la Missione mantiene intatta la tradizione avviata da Fabrizio Mori di inter- e multi-disciplinarietà nelle proprie indagini scientifiche.

Fig. 1 - La distribuzione dei siti nel Tadrart Acacus

In anni recenti, le ricerche sulla preistoria sono inserite in un progetto di studio che analizza i meccanismi di cambiamento ambientale e gli adattamenti culturali ad essi connessi nelle aree del Sahara libico dal Tardo Pleistocene all’intero arco olocenico.

Le attività della Missione comprendono diversi livelli di indagine, che nel corso delle ultime campagne si sono notevolmente ampliate al fine di elevare il grado di conoscenza dei momenti più antichi della zona in concessione.


L’adozione di una prospettiva regionale, introdotta dai primi anni Novanta, ha consentito di localizzare e registrare centinaia di siti archeologici nelle valli del Tadrart Acacus (Fig. 1), nei campi dunari dell’Erg Uan Kasa (Fig. 2), sull’altopiano del Messak Settafet e nei margini settentrionali dell’Edeyen di Murzuq

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Le ricognizioni condotte hanno documentato l’occupazione della regione, sconosciuta in alcune sue parti fino a pochi anni addietro, a partire dal Pleistocene medio (Fig. 3).

Alle testimonianze relative a fasi Acheuleane, Musteriane ed Ateriane (Fig. 4), si aggiungono ben più numerose le evidenze della frequentazione pastorale, diffusa e capillare tanto nelle pianure che nelle montagne.

 

Fig. 2 - La distribuzione dei siti nell'Erg Uan Kasa

Popolazioni di pastori hanno trovato risorse sufficienti nell’Acacus e aree circostanti per quasi cinque millenni, fino al sopraggiungere delle condizioni aride attuali, avvenuto circa 3000 anni da oggi. Nel corso del Neolitico, tali gruppi mostrano di aver adottato strategie insediative differenti, caratterizzate da un diverso grado di mobilità, anche in relazione al tipo di animali posseduti e alla situazione climatico-ambientale.

Fig. 3 - Materiale acheuleano in un corridoio interdunale

Fig. 4 - Strumenti di età plesitocenica

 

Oggi conosciamo con sufficiente precisione l’evoluzione delle società che hanno popolato questa porzione del Sahara libico negli ultimi diecimila anni. Anche se sempre in via di maggiore definizione, le traiettorie culturali sembrano caratterizzate da una composita serie di fenomeni (sociali, economici, rituali), fortemente condizionati – ma mai determinati – dalle alterne vicende climatiche, che hanno accompagnato il percorso da una economia di caccia-raccolta ad una organizzata forma di società pastorale (Fig. 5).

Tale percorso, lento, irregolare, non lineare, ha attraversato l’intero Olocene, da circa 10,000 anni fa, alle ultime forme di società scarsamente stratificate, che furono alla base della civiltà garamantica, datata a partire da circa 3000 anni da oggi.

Fig. 5 - Curva Climatica dell'Olocene
secondo Mauro Cremaschi

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