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Archeologia Storica

Il Periodo Garamantico

I Garamanti sono la popolazione che abitava il Fezzan nel periodo dal 500 a.C. circa (la prima menzione è in Erodoto) fino al 400 d.C. circa. Dapprima una sorta di grosso aggregato tribale, i Garamanti costituirono un vero e proprio regno nel periodo tra gli ultimi tre secoli a.C. e la metà del quarto secolo d.C. Le tombe “reali” scavate nella zona di Germa (antica Garama, capitale appunto dei Garamanti) dalla missione italiana Biagi-Caputo degli anni 1932-35 rivelò un’importante concentrazione di beni di lusso di importazione mediterranea. In seguito la zona di Germa fu ancora indagata da missioni inglesi (Daniels, 1958-77) e libiche (Ayoub, anni ‘60), e infine dalla missione inglese diretta da David Mattingly (1997-2001).

Nella zona dell’Acacus e delle oasi di Ghat e Barkat invece le conoscenze erano estremamente scarse fino al 1997: si era erano esplorate soltanto la piccola necropoli di Quqaman presso Ghat (Caputo) e la vasta necropoli di Aghram Nadharif (Leschi, Università di Algeri, durante l’occupazione francese del Fezzan, 1946-49) rimasta peraltro pressoché inedita.

Fig. 1 - Il Minareto della vecchia moschea di Ghat

Fig. 2 - Distribuzione dei principali siti garamantici nel Fezzan meridionale

Fig. 3 - Una lunga iscrizione in Tifinagh sulla parete rocciosa di un passo montano

Nel 1997 la nostra Missione decise di affiancare alle ricerche preistoriche e di arte rupestre anche una ricerca di archeologia garamantica, diretta da Mario Liverani.
Dopo un breve sondaggio sotto la città vecchia di Ghat (Fig. 1), le ricerche si sono concentrate dapprima nella cittadella di Aghram Nadharif, poi nel villaggio di Fehwet, e inoltre nell'individuazione di castelli nelle aree desertiche sia a sud sia ad est dell'Acacus, e di passi montani.

Le ricognizioni estensive avevano nel frattempo evidenziato come all’ampia dispersione dei siti di età pastorale e tardo-pastorale, era subentrata una sostanziale concentrazione dei siti garamantici nelle zone di oasi (Fig. 2). Ad un’economia pastorale per piccoli nuclei e spostamenti stagionali era dunque subentrata un’economia di orticulture (nelle oasi) e commercio carovaniero, da parte di un struttura politica ampia.

A seguito dei nostri lavori è risultato che il regno dei Garamanti, almeno nella sua fase più matura (ca. 100 a.C. – 350 d.C.), era uno stato formalmente strutturato, con insediamenti stabili costruiti in pietra, con attento controllo territoriale (castelli e passi montani) (Fig. 3), evidenza di commercio a lunga distanza (tra Mediterraneo ed Egitto e la fascia saheliana) con infrastrutture di supporto/difesa e di tassazione, e con uso della scrittura.

Gli insediamenti fortificati da noi scavati o individuati formano una sorta di limes (posto quasi 1000 km. più a sud di quello romano di Tripolitania), a guardia della frontiera meridionale dei Garamanti. In qualche modo questa struttura “forte” del regno dei Garamanti imita alcuni elementi dal modello fornito dal coevo impero romano.

Alla metà del IV secolo d.C. si assiste poi ad un vistoso collasso di questa organizzazione, in parallelo al collasso che ha luogo anche all’interno del limes romano: è il venir meno di un modello organizzativo di tutta l’area tra Sahara e Mediterraneo.
Il commercio trans-sahariano probabilmente proseguì ma in forme più leggere, affidate a tribù cammelliere ma senza un forte nucleo di controllo al centro stesso del Sahara.

 

 

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