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L’indagine del periodo garamantico su scala regionale ha permesso l’individuazione di almeno altri tre insediamenti dalle caratteristiche topografiche analoghe ad Aghram Nadharif e attribuibili alla stesso periodo storico, che costituivano una sorta di snodi e postazioni di guardia della rete per il controllo delle vie carovaniere.
Un primo insediamento fortificato dalla forma circolare era stato localizzato
nel corso della campagna del 2000, 20 km ca. a sud di Aghram Nadharif (Fig.
1). Trattandosi di una zona in cui il confine tra Libia e Algeria è ancora
fluttuante, non è stato possibile effettuare sondaggi archeologici,
i quali si sono concentrati invece più a nord, nella zona dello wadi
Awiss. Parte della campagna archeologica del 2003 è stata infatti
dedicata all’indagine dell’occupazione garamantica nel versante
orientale della montagna dell’Acacus, dove tale epoca storica era ancora
poco conosciuta.
Fig. 1 - L'insediamento garamantico |
Fig. 2- Ricostruzione 3D del 'castello' |
Nel corso della campagna archeologica del 2002 un castello garamantico, dalle chiare connessioni strutturali e di cultura materiale con Aghram Nadharif era stato individuato e mappato (Fig. 2), ubicato nel mezzo del largo corridoio tra lo wadi Awiss e l’erg Uan Kasa. Nel 2003 sono stati effettuati una serie di sondaggi archeologici allo scopo di determinarne una assegnazione cronologica più puntuale e verificare le connessioni tra l’insediamento fortificato, i resti di un villaggio che lo circondava e una necropoli che è situata 1 km ca. a sud del sito.
Un piccolo wadi, wadi Imassaragian, lambisce la parte settentrionale del sito, la cui struttura principale è una roccaforte dalla forma rettangolare, dalle dimensioni di 50 m x 30 m ca. e dallo stato di conservazione piuttosto buono con alzati emergenti dalla sabbia di accumulo eolico che raggiungono 1.7 m (Fig. 3). Un sondaggio all’interno della struttura ha permesso di individuare una sequenza stratigrafica articolata di più di 2 m di profondità, con alzati di mura in mattone crudo che conservano tracce di intonaco colorato (giallo e rosso) (Fig. 4). Il rinvenimento di ceramica garamantica e di materiale organico combusto nei livelli inferiori ha permesso di datare il sito al I sec. a.C. ca., con un successivo riutilizzo continuo per un periodo significativo di tempo, una datazione più o meno contemporanea alla fase finale del villaggio fortificato di Fehwet, con il quale condivide anche la caratteristica architettonica di avere partizioni interne in mattone crudo piuttosto che in pietra (come è il caso invece per Aghram Nadharif). Il villaggio ai piedi del castello si estende per 1,6 km2 ca. ed è costituito da numerose strutture di pietra certamente in uso in epoca garamantica; si tratta di strutture funzionali, aree di lavorazione o di gestione degli animali e non di strutture abitative (Fig. 5). Tutte le tombe della necropoli sono state mappate e classificate
per tipologia, individuando 326 tumuli, 236 dei quali del tipo ‘a
tamburello’, la forma classica dei tumuli garamantici. |
Fig. 3- Panoramica del castello di Wadi Imassaragian
Fig. 4- Particolare dell'intonaco colorato sul muro in mattone crudo all'interno dell'insediamento di Imassaragian
Fig. 5- Le strutture del 'villaggio' ai piedi |
A circa 10 km nord-ovest dal castello di Imassaragian un insediamento dalle analoghe caratteristiche è stato individuato sulla sponda dello wadi Adad. La tipologia insediamentale è la stessa: sono presenti un castello fortificato di forma più o meno circolare, dal diametro di 27 m N-S e 31 m E-W, un ‘villaggio’ circostante (o piuttosto aree di lavorazione) e una necropoli a poca distanza dall’abitato con la maggior parte dei tumuli di tipologia garamantica anche in questo caso, ma con la presenza di strutture a V caratteristiche dell’epoca pastorale, a testimonianza di un utilizzo del territorio perdurantesi nel tempo e probabilmente senza soluzione di continuità.
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